sabato 26 maggio 2012

Filippine a tutto campo


12 ore di viaggio alla ricerca di alcune comunità oblate, tra monti e valli, tra risaie inondate di acqua o già verdi di riso maturo, tra piantagioni di caucciù e bananeti, tra foreste di palme di cocco, tra villaggi e capanne… Filippine a tutto campo! Mille gli squarci di panorama, le scene e i dettagli di vita quotidiana che scorrono dal finestrino dell’auto: la lavorazione del cocco; le strade inondate dalla pioggia notturna; i jeepney pieni all’inverisimile di donne e bambini mentre uomini e ragazzi sono appollaiati sul tetto dell’auto; famiglia intera sulla moto: papà con bambini davanti, un altro bambino in mezzo, dietro la mamma con l’ultimo nato in braccio; la ragazza che trasporta un maiale vivo sulla propria moto; le capanne di bambù…
Nella fattoria degli Oblati
Una delle vasche di allevamento dei pesci
Il mondo degli Oblati è altrettanto variopinto: la prima scuola Notre Dame delle Filippine, la grande parrocchia di 130.000 abitanti e con 64 stazioni missionarie; la stazione radio; le case in bambù come quelle villaggio; le parrocchie delle zone agricole con cappelle scarse ovunque; gli Oblati che per raggiungere i villaggi di montagna senza strade viaggiano a piedi, in moto, a cavallo o trainati, quando c’è troppo fango, dai bufali d’acqua.
La novità di oggi è la grande fattoria a coltivazione biologica che gli Oblati portano avanti da anni. Nata per aiutare i poveri della zona è ora un modello pilota, dove vengono per periodi prolungati gli studenti di agraria e persone dall’estero. All’inizio il terreno, sulla montagna, era completamente arido, senza alberi, ora è una foresta con allevamenti di animali e di pesci, coltivazioni le più diverse, un inno alla creazione.
Infine un santuario della madonna immerso nella natura, un vero gioiello, con attorno una ventina di casette per i ritiri spirituali e i convegni di formazione cristiana…
Tutto continua a dare gloria a Dio.

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