lunedì 14 maggio 2012

Ho fatto Pietro


Era proprio Lui. Stava controluce, ma era proprio Lui. Lo riconoscevo e non lo riconoscevo nei suoi lineamenti, ma era proprio Lui. Ansimante, caddi in ginocchio e lo guardai.
- Pietro, mi ami?
- Ti amo, gli dissi con la passione di sempre.
- Mi ami più di tutti?
- Sì, Maestro, gli gridai con convinzione, mentre mi sentivo il cuore in gola, e non era più per la corsa nell’acqua.
- Pietro, mi ami veramente?
La terza volta! Mi sentii schiantare il cuore. Mi sentii vacillare. M’invase un timore oscuro…  il mio tradimento, il mio triplice tradimento:
Lo guardai di nuovo. Lo riconoscevo e non lo riconoscevo, tra il velo delle lacrime, ma era Lui. Ora soltanto, dal baratro del mio tradimento, potevo dire la verità:
- Tu lo sai – sussurrai con un filo di voce, ma fu la mia vita a dirglielo –, tu sai tutto, tu lo sai che ti amo.
- Pasci le mie pecorelle.
- Cosa?
- Ho detto: “Pasci le mie pecorelle”.
È successo così.
È così che mi ha aperto la via.
È stato tanti anni fa.
Da quel giorno
che percorro il mondo
parlando di Lui,
testimoniando l’amore.

Con il racconto di Pietro terminano i Racconti di Cafarnao. Da narratore – sul palco fino a quel momento io facevo semplicemente me stesso – sono diventato protagonista: hanno voluto che fossi io a impersonare Pietro anziano… Potessi dire davvero, dal cuore, quelle sue parole, potessi dirle davvero con la vita.

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