mercoledì 11 luglio 2012

San Benedetto a Prato


Era in via di estinzione. Ora è pieno di vita, con 12 monache, metà delle quali giovani. Il monastero delle benedettine di Prato è una riprova del vigore perenne della Regola di san Benedetto. La sua travagliata storia ebbe inizio nel 1616 per un atto coraggioso di tredici suore benedettine di un monastero vicino a quello attuale, che vollero vivere secondo la riforma del Savonarola. Tredici allora, dodici ora…
Vi sono tornato questa sera per celebrare la festa di san Benedetto. “Nulla assolutamente anteporre all’amore di Cristo”. Forse la frase più bella della sua Regola. L’ha espressa al negativo, eppure essa indica un attaccamento incondizionato a Gesù, e un invito ad un intimo personale rapporto con lui.
La bella frase della Regola… ma non è originale. Prima di Benedetto l’aveva già della sant’Antonio del deserto e prima ancora San Cipriano. Forse è proprio questa la grandezza di Benedetto, l’aver saputo far propria la grande tradizione della Chiesa, quella che alla fine della Regola lo portava a dire che quello che ha scritto è soltanto una semplice iniziazione per i principianti, per il resto occorre andare alla Scrittura quale “norma rettissima per la vita dell’uomo” e all’insegnamento di quanto hanno scritto prima di lui: Agostino, Basilio, Cassiano…

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