lunedì 13 agosto 2012

Benedetto e Francesco: i carismi si riconoscono


Era l’anno 1223 quando Francesco d’Assisi visitò il Sacro Speco a Subiaco assieme al Cardinale Ugolino, che il papa gli aveva dato come protettore del nuovo Ordine. L’abate di santa Scolastica, Giovanni VI, avrebbe accolto con grande deferenza il santo e che diede in dono un antico oratorio di campagna, sulla riva sinistra del fiume Aniene. Sempre secondo questa tradizione, in occasione di quella visita, nella cappella di san Gregorio Magno, nel Sacro Speco, fu effettuato il ritratto del santo. Il Santo vi è raffigurato senza le stimmate (che avrebbe ricevuto un anno più tardi) e senza l'aureola, ad indicare che, in quel tempo, egli era ancora vivo. Sarebbe il primo ritratto del santo. Significativa la scritta sul cartiglio regge con la sua mano sinistra: PAX HUIC DOMUI, “Pace a questa casa!”, saluto che Francesco aveva inserito nella sua Regola.
Verità o leggenda il nostro Dom Luigi, nella visita al Sacro Speco, ha preso spunto da questo affresco per raccontarci di come i Benedettini del tempo, fin dai primi tempi di Assisi, avevano riconosciuto il carisma di Francesco e, tutt’altro che sospettosi o invidiosi, avessero fatto di tutto per proteggerlo e favorirlo, al punto da volerlo immortalare nel loro luogo più santo, il Sacro Speco appunto. Lo stesso Spirito Santo che aveva condotto Benedetto in quel luogo e attraverso di lui aveva aperto una nuova di santità nella Chiesa, era ora nuovamente all’opera in un altro umile e piccolo uomo per arricchire che la Chiesa di un ulteriore dono.
Avremmo bisogno della stessa sapienza dei Benedettini di allora per saper riconoscere lo Spirito presente nella sua di oggi.

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