lunedì 25 febbraio 2013

Storie vere della Lituania / 4: La nipote del Kazakistan


Quando tornai in Lituania nel 2005 la mia autista era sr. Asta, ex alunna romana. La sua storia… comincia con la storia dell’ultimo zar di Russia che dalla Germania fece arrivare in Ucraina famiglie di tecnici e agronomi con macchine e tecniche nuove per incrementare l’agricoltura di quella regione. La rivoluzione bolscevica portò drammatiche conseguenze anche alle famiglie tedesche, che furono deportate in Kazakistan. Isolati nella repubblica asiatica, le nuove generazioni di tedeschi, rimaste legate alla fede cattolica, rivolsero un appello alla Chiesa lituana: “Nonostante la religione sia bandita, voi che avete ancora preti e suore, perché non mandate qualcuno a sostenerci nella nostra fede cattolica?”
Si innesta qui l’avventura di Asta che negli anni d’università segretamente era diventata suora. Neppure i genitori sapevano perché la figlia avesse deciso di non sposarsi. Meno ancora capivano perché volesse trasferirsi a 5000 chilometri da casa, in una di quelle lontane e misteriose repubbliche asiatiche dell’impero sovietico. Asta aveva infatti deciso di rispondere all’appello che giungeva dal Kazakistan.
Con altre tre compagne si presentò all’ufficio immigrazione. Le due donne più giovani si dichiararono nipoti delle due più anziane, qualificate rispettivamente come la nonna e la zia. Queste ultime, così dicevano, avevano bisogno di un clima più caldo e le nipote erano disposte ad andate a vivere con loro in Kazakistan. “Ma dai documenti non risultavate parenti”, obietto a sr. Asta che mi racconta la storia. “I russi hanno sempre fatto difficoltà a capire i nostri nomi…”.
Ecco sr. Asta nella città di Almata. Trovò lavoro alla biblioteca nazionale mentre l’altra “nipote” faceva l’infermiera. Nelle case delle famiglie tedesche insegnavano il catechismo ai bambini, guidavano la preghiera degli adulti, accompagnavano i malati e aprivano il cielo ai morenti. Così per 10 anni, fin quando l’Unione sovietica si sfaldò. I tedeschi poterono tornare in Germania e Asta in Lituania. Nel frattempo è divenuta superiora generale della sua congregazione e presidente dell’unione delle superiore maggiori della Lituania.
In questi giorni mi ha tradotto durante il ritiro che ho dato ai vescovi della conferenze episcopale lituana.

Mi arriva un commento ai racconti lituani: “Li ho letti tutti di un fiato: che fascino queste storie! Anche noi abbiamo storie bellissime che raccontano l'eroicità dell'andare contro corrente in questa società corrotta e probabilmente saremo chiamati a esserlo ancora di più negli anni avvenire.” 

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