mercoledì 20 novembre 2013

Padre Angelo Dal Bello: È tutto un gioco d’amore


Sempre riaccendo il mio lume
Sempre si spegne perché?
Forse perché mi vuoi dire
ch'è tutto un gioco d'amore.
Nel nostro immaginario questa antica canzone del Gen Rosso è indelebilmente legata a padre Angelo. Negli anni della contestazione andava in giro per tutta Italia con il mangiadischi e i 45 giri, di cui questo era diventato il suo cavallo di battaglia. È così che faceva strage di cuori e conversioni.
L’abbiamo riascoltata questa sera, mentre tra noi facevamo memoria di lui, ora che gli angeli gliela stanno cantando in paradiso.

Chissà quante testimonianze raccoglieremo in questi giorni.
La prima che mi è arrivata è questa:
“In lui sentivo quella freschezza dello sguardo, uno sguardo contemplativo, ultimamente ancora di più, come se non vivesse già più qui con il cuore... lui contemplava da un pezzo quello di cui adesso certamente partecipa in pienezza”.

Intanto i primi brani del suo diario, che aveva intitolato "Verba intima":
- "La gioia di Dio è la mia forza"… E Gesù mi dice: entra nella nostra gioia, nella gioia del Padre. (Marino 14-3-93)
- Questa notte ho sognato lo Sposo. Un sogno senza cornice. Lui era tutto: era uno con me, io ero uno con Lui. Mi sono svegliato con tanta gioia al mattino. Mi è sembrato un sogno lungo, durato tutta la notte. (Marino 15-3-93)

Per questa sera basterà tornare ad ascoltare la sua canzone:
Volevo offrirti dei doni
un vaso colmare di virtù
ma sempre vuoto è il mio vaso
e sempre spoglia la casa.
Prendi, Signore, il mio nulla.
Quel che io sono ti do.
Come un bambino che piange
poi guarda un alto e sorride,
metto e rimetto una veste
come in un gioco d'amore.
Vengo, continuo a giocare
questo mi basta perché
so già che tu vincerai,
solo m'importa d'amare.
Sempre ricerco il Tuo volto;
sempre ritorno da te.
In quell'istante so amare,
cogli, Signor, questo fiore
ho messo ancor la tua veste,
continuo il gioco d'amore

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