martedì 12 novembre 2013

Una cappella che si apre sul mondo



Non siamo la basilica di san Giovanni in Laterano, ma anche la nostra cappelle ha l’onore di celebrare ogni anno la festa della sua dedicazione, il 12 novembre. La consacrazione avvenne il 10 novembre 1950, ma non si sa come mai la festa della dedicazione fu fissata al 12 novembre, come attesta la lapide commemorativa sulla parete d’entrata. Il diario della comunità ricorda, con sobrietà, che fu consacrata dal Vescovo Traglia del Vicariato di Roma. Il diario degli studenti di teologia è più colorito: si divertono a descrivere il cerimoniere con il pizzo e con un cipiglio e un fare altero e aggressivo degno di una persona che si sente al centro dell’attenzione.
La nostra cappella non è la basilica lateranense, eppure ogni giorno i celebranti la messa sono forse più numerosi. Ogni giorno vede la comunità riunita per la preghiera silenziosa e per quella che facciamo insieme. In fondo abbiamo i nostri santi e beati che ci proteggono le spalle e ci spingono a rivolgerci in avanti, verso la bella statua della Madonna del sorriso e verso Gesù eucaristia.

Lo sappiamo che la presenza di Dio non è racchiusa da un luogo, neppure dalla nostra bella cappella. Egli è qui, ma per uscire ed entrare nelle nostre stanze, negli uffici, all’università dove si recano ogni giorno i nostri studenti, nei vari posti di lavoro in città, nella varie parti del mondo dove ci porta la nostra missione. Ogni ambito di vita può diventare una chiesa, un luogo dove Dio si rende presente, grazie a noi pietre vive. Bastano due o tre pietre vive per costruire il tempio santo. Gesù ha promesso di essere presente lì dove due o tre sono uniti nel suo nome , di essere con noi sempre, fino alla fine del mondo. E' così che ognuno di noi, anche personalmente, può diventare tempio vivo, capace di portare Dio ovunque.


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