domenica 12 gennaio 2014

Il raccoglimento di apa Pafnunzio


Ad apa Pafnunzio piaceva la parola raccoglimento. Non aveva niente di intimista, di ripiegamento su se stesso, anche se nella sua etimologia significava portare di nuovo a sé in unità. Portare a sé, ma non per essere lui al centro, quando piuttosto per permettere a pensieri, affetti, cose di trovare l’unità tra di loro. Gli piaceva soprattutto questo richiamo all’unità insito nel termine. Tutto il contrario della dispersione, dove le cose vanno ognuna per conto proprio, perdendo il legame tra di loro.
A volte, durante la preghiera o il lavoro, si accorgeva di essere distratto. At-tratto da pensieri, ricordi, preoccupazioni si lasciava attirare di qua e di là e si smarriva. Andava dietro le cose diventandone schiavo. Non era più padrone di se stesso e si sentiva diviso, perdendo l’unità interiore. Il contrario del raccoglimento era infatti la dissipazione, parola che significa gettare via. Se il raccoglimento “raccoglie” le realtà con le quali si è in contatto e le porta all’unità, la dissipazione le “disperde” ponendole in contrasto tra di loro, alla disunità.
Aveva allora escogitato una tecnica particolare. Quando durante la preghiera gli tornava alla mente una persona conosciuta, non si lasciava attrarre da lei, e quindi distrarre, ma la attirava a sé e la introduceva nella sua preghiera, la raccoglieva nell'unità. Così quando sentiva l’ululato della volpe del deserto non si turava le orecchie per non sentire, ma raccoglieva anche lei nella sua preghiera, la introduceva nell’unità.

La sua interiorità si arricchiva di giorno in giorno e si dilatava, introducendovi sempre nuovi volti, nuove espressioni della natura, il mondo intero con i suoi problemi. Tutti voleva riportare all’unità, nell’Uno, dal quale anche lui si lasciava attrarre.

3 commenti:

  1. Grazie Fabio, è un'esperienza che capisco perchè la faccio. È fondamentale per la mia vita! Elio

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  2. Non è cosa da poco. Ci vuole molto, molto esercizio. Un allenamento continuo ad un ascolto profondo delle persone e delle cose. Bisogna lottare continuamente con il frastuono esterno. Il frastuono della nostra dialettica contorta. Delle nostre analisi inutili. Il frastuono della nostra stessa "concupiscenza intellettuale"... Ci vuole molto esercizio per essere semplici.

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  3. Grazier per questo suggerimento, comprerò il libro, è un tema che mi piace. Grazie anche per le sue belle lezioni al corso STUDIUM sul carisma... mi hanno incantata... Patrizia

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