venerdì 5 febbraio 2016

I Missionari della Misericodia


Sono 800 i “Missionari della Misericordia” per l’anno santo che il Mercoledì delle Ceneri riceveranno il mandato da parte del Santo Padre di essere predicatori della misericordia e confessori ricolmi di misericordia. Riceveranno da parte del Santo Padre la facoltà di perdonare i cosiddetti “peccati riservati”, quelli per i quali si deve ricorrere direttamente al lui: il primo è la profanazione della Santa Eucaristia, il secondo è l’assoluzione del complice, il terzo l’ordinazione episcopale di un vescovo senza il mandato del Papa, il quarto la violazione del segreto sacramentale, il quinto infine la violenza fisica contro il Pontefice.
Fra i “Missionari della Misericordia” sono arrivati a Roma anche quattro Oblati. Due sono dallo Zimbabwe, uno dalla Repubblica Ceca, uno dalla Germania. Altri riceveranno il mandato nei loro Paesi.


Come non ricordare che sant’Eugenio dava questo titolo a tutti gli Oblati.
Li chiamava “Ministri di misericordia”, perché annunciavano l’amore di Dio per gli uomini ed erano strumenti della sua misericordia verso i poveri e i peccatori. Siete «gli strumenti della misericordia di Dio», scrive esplicitamente. I missionari, afferma ancora, sono «i cooperatori del Salvatore, i corredentori del genere umano». Tutto il loro impegno si concentra nel «diventare degni ministri della misericordia di Dio, veri apostoli di Gesù Cristo», nel «diventare nelle mani di Dio strumenti della sua Misericordia». «Che si inculchi bene a tutti che bisogna essere santi e condurre una vita da santi per compiere la grande opera che Dio, nella sua misericordia, ci ha affidato».

Nel Diario del 13 Marzo 1843, dopo aver letto le relazioni che gli giungono dalle missioni che gli Oblati compiono nei vari paesi, annota: «Sono ancora i nostri ad essere gli strumenti della misericordia di Dio in queste contrade. Non bisogna essere riconoscenti per essere stati scelti per fare tanto bene nella Chiesa di Dio?» 

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