venerdì 23 settembre 2016

Il sale della terra



Un mese fa ero in Terra Santa. Così la chiamano i cristiani per evitare implicazioni politiche e di parte, come quando si nomina Israele o la Palestina. Questo angolo di mondo, così piccolo (più piccolo della Sicilia) eppure così rilevante per le sue implicanze, non sembra più al centro della geopolitica mondiale. L’attenzione si è spostata sui Paesi attorno. Il conflitto arabo-israeliano, considerato la “madre di tutte le guerre”, è in letargo, dimenticato. Ha però generato, cattiva madre, figli e figlie che le somigliano: battaglie, attentati, genocidi, esodi di massa infiammano il Medio Oriente (o il centro del mondo, come preferiscono chiamalo gli arabi, che rifiutano la collocazione che assegnano loro gli occidentali: i “punti di vista” cambiano!).

Al primo impatto, all’interno di Israele non si avverte il conflitto. Il muro di oltre 700 chilometri, che taglia fuori i territori palestinesi, ha portato una drastica diminuzione degli attentati, l’intifada è un ricordo lontano e Gerusalemme è diventata una delle città più sicure al mondo. Tuttavia basta poco per cogliere i segnali di una tensione latente, che può esplodere da un momento all’altro: per proteggere una famiglia ebraica insediatasi in un quartiere arabo si innalzano due torrette presiedute dai militari; l’attraversamento del muro ai checkpoint è fonte di umiliazioni e di malessere; il confinamento in territori angusti, avvertiti come prigioni, genera un odio sordo; l’esproprio di case e terre per nuovi insediamenti ebraici alimenta la fiamma della rivolta.


Possiamo continuare a chiamarla Terra Santa? L’ho chiesto ai cristiani incontrati a Betlemme (prima del 1948 erano la totalità della popolazione, adesso sono soltanto il 28%, nonostante che il sindaco, per volere di Arafat, sia sempre un cristiano), a Nazareth (sono il 40 %). Certamente questa terra l’ha resa santa Gesù. Ma oggi, quando Gesù non cammina più per quelle strade? “Siete noi – ho detto loro con convinzione – a rendere santa questa terra con la vostra presenza, mantenendo vivo in mezzo a voi Gesù risorto. Sempre meno numerosi, piccolo gruppo, siete “sale della terra”; ne basta poco per dare sapore, per fare di questa terra martoriata una Terra Santa”.

Tornato a Roma mi sono domandato se questa mia città è ancora la “città santa”, e ho capito ancora meglio che ovunque i cristiani sono chiamati ad essere sale della terra, a far diventare santa la loro terra.

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