venerdì 4 novembre 2016

Non di solo pane

Fra una settimana, l’11 novembre, inizieranno “I venerdì di San Nicola ai Prefetti”. Per l’occasione ho preparato un libro nel quale, tra l’altro racconto qualcosa del mio rapporto con la Parola di Dio. Ecco un primo stralcio.

Il giorno dell’Epifania del 1962 mio padre mi regalò il libro dei Vangeli, «Per esserti oasi di pace e di ristoro alla tua formazione evangelica», come scrisse nella dedica. Avevo tredici anni. Quel libro segnò una tappa nuova del mio viaggio nella Sacra Scrittura.

Venticinque anni più tardi, ormai diacono, iniziai ad annunciare la Parola di Dio nella parrocchia dei santi Pietro e Paolo all’EUR. Ogni domenica, in Quaresima, parlavo del vangelo con una gioia mai provata prima d’allora. Alla fine della messa lasciavo alle persone un foglio con alcune note su come accogliere e vivere la Parola di Dio. La domenica di Pasqua annotai: «Mai come oggi tante persone davanti a me. Mai le parole mi sono uscite con tanta abbondanza e convinzione. Mi sembra d’essere un profeta! Penetrano le mie parole, come pioggia di primavera. Vedo la gente rinverdire, pervasa da una gioia soave e profonda, la stessa che mi canta in cuore. Il sole di Pasqua illumina di nuova luce. Parlo a duemila persone, anzi ad una sola persona: tutte fuse dall’amore. Come un profeta annuncio il Cristo Risorto vivo e presente. È bello parlare di Lui». Vent’anni più tardi quei foglietti distribuiti all’EUR divennero la presentazione del Vangelo e Atti degli Apostoli di Città Nuova, un piccolo libro tascabile che, dal 1997, continua ad essere ristampato in numerose edizioni.
L’anno precedente, 1996, avevo iniziato a pubblicare sulla rivista “Nuova Umanità” quattro fortunati articoli, frutto della frequentazione della Scuola Abbà, cenacolo di vita e di studio attorno a Chiara Lubich, che ha forgiato la mia vita e il mio pensiero: Ogni Parola di Dio contiene il Verbo, Vivere la Parola per essere la Parola, Lampada per i miei passi è la tua parola, I carismi parole di Dio vive.
È del 2003 il libro Fuoco è la tua Parola. Come vivere il Vangelo, che contiene le meditazioni offerte durante gli esercizi spirituali alla conferenza episcopale della Repubblica Ceca, cui fa seguito Luce è la tua Parola (2005), con altre meditazioni del medesimo ritiro. Il sottotitolo di questo secondo libro – Dialogo interreligioso e annuncio del Vangelo – non era adeguato, sarebbe dovuto essere: La Bibbia nella vita della Chiesa.
Sono seguiti altri articoli, riguardanti soprattutto la Parola di Dio e la vita consacrata, fino all’ultimo libro in materia: Carismi, Vangelo che si fa storia (2011).

Nel frattempo erano nati altri libri riguardanti la Bibbia, legati a momenti e circostanze particolari.
Parlaci di Lui. I racconti di Cafarnao (2007) è l’eco del mio primo viaggio in Terra Santa nel giugno 1977. «Tutto mi parla – scrivevo allora –, da Nazaret al Tabor, da Gerusalemme a Gerico. Tocco il Dio fatto carne. Non l’Assoluto incomunicabile, non l’Ente inaccessibile, non il mistico Uno, non il Motore immoto, ma un Dio capace di percorrere le nostre strade, di condividere la nostra debolezza e fragilità, di stancarsi e di aver sete e fame, di addolorarsi e di piangere, di provare turbamento e commozione: un Dio dal cuore di carne». Ne è nata una piccola pièce teatrale e, in Brasile, un audiolibro, che accompagna il volume tradotto in portoghese (2010). Il libro è stato tradotto anche in coreano.
Essere Tua Parola, del 2008, è una serie di testi scelti di Chiara Lubich, piccolo omaggio in occasione della sua morte.
Nel 2010 appare La storia di Dio e la mia. La Bibbia fonte di ispirazione per l’uomo, nato a Cuba, all’Avana, nell’Aula Bortolomeo de Las Casas. «Per tre sere consecutive – ho scritto nell’introduzione –, mi sono trovato con un pubblico vivace ed eterogeneo: non credenti, militanti del Partito, agnostici, credenti cattolici, greco-ortodossi, protestanti... Insieme abbiamo letto testi di poeti, contemplato immagini di grandi artisti, ascoltato brani musicali, visto frammenti di film, tutti ispirati alla Bibbia. Abbiamo ascoltato la Bibbia stessa con le sue sorprendenti descrizioni della natura, della bellezza dell’uomo e della donna, con l’espressione dei sentimenti e dei valori umani. Per chiederci infine se questo grande codice culturale non fosse anche una comune fonte di ispirazione per la vita di credenti e non credenti, o almeno il punto di partenza per un confronto critico per affinare il cuore e ricercare le motivazioni più profonde del vivere».
Nel 2009 pubblico Dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore. Facciamo festa con il Vangelo di Luca (2007), seguito da In cerca di perle preziose. Facciamo festa con il Vangelo di Matteo (2010) e Il seme germoglia e cresce. Facciamo festa con il Vangelo di Marco (2014). Non si tratta dei classici commenti ai vangeli festivi, ma del frutto di una singola esperienza, come ho raccontato nel secondo volume: «“Quando vado in chiesa la domenica spero sempre di tornare a casa piena di gioia, di luce, di speranza, così da poter affrontare la settimana con una nuova carica di vita divina. Invece qualche volta, alla fine della messa, mi ritrovo avvilita e triste per le parole ascoltate nell’omelia”. Anziana, non vedente, sola anche se attorniata da figlie e nipoti, mia mamma mi aveva confidato questo suo patire. “Ogni domenica condividerò con te la mia lettura del Vangelo e la mia preghiera”, le risposi con slancio. Così è stato. Domenica dopo domenica, per tre anni, sono rimasto fedele alla promessa inviando, via e-mail a chi poteva leggerglielo, il mio piccolo colloquio con il Signore. Così è nato questo libro. A sera la mamma mi telefonava, felice». I miei scritti avevano già raggiunto il loro scopo.
Nel 2012, infine, collaborai con Città Nuova alla nascita del periodico Il Vangelo del giorno, per il cui primo numero di dicembre, scrissi appunto i commenti ai vangeli del giorno.





[1] Rispettivamente in “Nuova Umanità” 18 (1996) 517-533; 18 (1996) 645-659; 19 (1997) 31-51; 19 (1997) 387-407.

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