venerdì 13 ottobre 2017

Deserto e desolazione di padre Bergoglio


Sto leggendo una tesi di dottorato su papa Francesco.
Ormai la sua biografia è arcinota, eppure mi ha impressionato rileggere del suo periodo di deserto e di prova interiore tra il 1990 e il 1992, quando fu mandato “in esilio” a Cordoba dal suo provinciale e tutto il suo precedente operato venne sconfessato.
Il papa ne parla come di un “momento di purificazione interiore che Dio a volte permette. Un momento oscuro come quando non si vede molto”; “deserto e desolazione”; “una grande crisi interiore”.
Chissà quante volte in quel periodo avrà letto il testamento che la nonna Rosa gli aveva affidato il giorno dell’ordinazione sacerdotale e che egli porta ancora con sé nel breviario: “Che i miei nipoti, ai quali ho dato il meglio di me stessa, abbiano una vita lunga e felice. Ma se un giorno il dolore, la malattia o la perdita di una persona cara dovessero riempirli di afflizione, ricordino sempre che un sospiro davanti al tabernacolo dove è custodito il martire più grande e più augusto, e uno sguardo a Maria ai piedi della croce possono far cadere una goccia di balsamo sulle ferite più profonde e dolorose”.
In mezzo a questo “deserto e desolazione” Bergoglio viene nominato vescovo…


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